Percorso di formazione per il comparto assistenziale sulla gestione dei disturbi psicologici e comportamentali (BPSD): agitazione, aggressività, rifiuto delle cure, wandering. Perché dietro ogni comportamento c'è un messaggio da capire.
Portalo nella tua strutturaEpisodi critici quotidiani, momenti dell'igiene e del pasto che diventano battaglie, operatori in difficoltà, ricorso a contenzioni e antipsicotici, conflitti con le famiglie: nelle strutture, il carico assistenziale più pesante nasce dai disturbi comportamentali, non dalla perdita di memoria.
Eppure la maggior parte degli operatori non ha mai ricevuto una formazione specifica su come leggerli e gestirli. Questo percorso colma esattamente quel vuoto, lavorando sui casi reali della vostra struttura, non su esempi da manuale.
Fonti: Osservatorio Demenze ISS · letteratura clinica sui BPSD
Leggere il comportamento come comunicazione di un bisogno, superando la logica del "lo fa apposta".
Analizzare gli episodi critici con il modello ABC (antecedente - comportamento - conseguenza) applicato ai casi della struttura.
Prevenire e disinnescare: strategie ambientali e relazionali, tecniche di de-escalation nei momenti a rischio (igiene, pasti, cambio turno).
Proteggere il proprio equilibrio emotivo negli episodi più difficili: il residente che aggredisce non ce l'ha con te, ma il tuo corpo non lo sa.
Prima dell'aula: colloquio con il coordinatore e questionario anonimo agli operatori (le situazioni più difficili, i bisogni formativi, le domande mai fatte). Da qui nascono i casi su cui si lavorerà. È il motivo per cui nessuna edizione è uguale a un'altra.
Cosa succede nel cervello nella demenza, spiegato in modo semplice e concreto. Il passaggio chiave: da "è impossibile" a "il comportamento è un messaggio". Il modello ABC applicato subito ai casi raccolti.
→ tra un incontro e l'altro: osservazione sul campo con la griglia ABCI comportamenti che mettono più in difficoltà: agitazione, aggressività, rifiuto delle cure, wandering. Prevenzione ambientale e relazionale, de-escalation, cosa fare e cosa non fare nei momenti critici. Simulazioni sui casi veri della struttura. Consegna della carta tascabile.
Rientro delle osservazioni condotte sul campo: cosa ha funzionato, cosa no, perché. Rifinitura delle tecniche e un tema che nessuno affronta: come proteggersi emotivamente negli episodi difficili.
Incontro di richiamo a 4-6 settimane, rilevazione post e report finale alla direzione: confronto pre/post, criticità organizzative emerse in forma aggregata e anonima, tre raccomandazioni operative.
Prima e dopo il percorso vengono rilevati, con strumenti sviluppati da PsiMo, l'autoefficacia percepita nella gestione degli episodi critici, la frequenza delle situazioni non gestite e le conoscenze di base. Al termine, la direzione riceve un report sintetico: un documento utile alla qualità, alla programmazione formativa e alla valorizzazione del lavoro svolto.
Il primo passo è un colloquio conoscitivo senza impegno: capiamo insieme il bisogno, poi ricevete il catalogo completo con formule e condizioni.