«Non ho più tempo per la relazione» è la frase che gli operatori ripetono più spesso. Questo percorso parte da una tesi precisa: la relazione non è un'attività in più, è un modo di fare le cose che già si fanno.
Portalo nella tua strutturaL'igiene del mattino dura dodici minuti e li durerà comunque. La differenza tra un gesto meccanico e un momento di cura non sta nel tempo impiegato: sta in come lo si fa. Nominare la persona, annunciare il gesto, lasciare che faccia da sé la parte che può ancora fare, orientare con una frase: costa zero minuti in più e cambia la giornata di chi la riceve, e di chi la fa.
Nato dalla pratica di stimolazione cognitiva condotta direttamente nelle strutture, è il percorso che porta la neuropsicologia dentro l'assistenza quotidiana. È anche quello che restituisce agli operatori la parte del lavoro che li aveva fatti scegliere questa professione.
Dove si lavora
Trasformare i gesti quotidiani in occasioni di stimolazione cognitiva e sensoriale, senza tempo aggiuntivo.
Usare la comunicazione per orientare, rassicurare e mantenere l'identità della persona anche nelle fasi avanzate.
Riconoscere le capacità residue e sostenerle invece di sostituirle: fare con, non fare al posto di.
Ritrovare senso nel lavoro la soddisfazione professionale come effetto diretto della qualità della relazione.
Colloquio con il coordinatore e osservazione dei momenti assistenziali tipo della struttura: come si svolgono oggi igiene, pasto, trasferimenti. Rilevazione iniziale.
Cosa dice la ricerca su stimolazione e capacità residue nelle demenze. Analisi guidata dei momenti assistenziali della vostra struttura: dove c'è spazio, davvero.
→ tra un incontro e l'altro: sperimentazione su un momento sceltoMicro-stimolazione nel bagno, al pasto, nei trasferimenti. Il linguaggio che orienta. Prove pratiche in aula su situazioni concrete.
Rientro delle sperimentazioni: cosa ha funzionato e cosa no. Costruzione di routine di nucleo condivise e sostenibili nei tempi reali del turno.
Incontro di richiamo a 4-6 settimane, rilevazione post e report finale alla direzione con osservazioni e raccomandazioni.
Prima e dopo il percorso vengono rilevati, con strumenti sviluppati da PsiMo, l'autoefficacia percepita nella gestione degli episodi critici, la frequenza delle situazioni non gestite e le conoscenze di base. Al termine, la direzione riceve un report sintetico: un documento utile alla qualità, alla programmazione formativa e alla valorizzazione del lavoro svolto.
Il primo passo è un colloquio conoscitivo senza impegno: capiamo insieme il bisogno, poi ricevete il catalogo completo con formule e condizioni.